Musicisti da tutto il mondo per il Festival dell’Ocarina di Budrio. Intervista a Fabio Galliani

30 aprile, 2015

Da venerdì 1° maggio a domenica 3 si terrà a Budrio il Festival Internazionale dell’Ocarina, giunto già all’ottava edizione. Il festival è una grande occasione di incontro per ocarinisti, costruttori di ocarine ed appassionati, che hanno la possibilità di conoscersi e ritrovarsi proprio nel paese che 157 anni fa diede i natali allo strumento.

IL FESTIVAL DELL’OCARINA
Sono moltissimi gli ospiti stranieri che quest’anno si esibiranno come musicisti, esporranno come costruttori o visiteranno Budrio, che si sta sempre più affermando come vera e propria capitale internazionale dell’ocarina. Tra gli ospiti di maggiore spicco il texano David Erick Ramos, che vanta oltre 130.000 iscritti su youtube, e il giapponese Sojiro, considerato il più grande ocarinista del mondo. Negli ultimi anni il successo dello strumento all’estero, e in particolare in Asia, è stato eccezionale e continuano ad aumentare gli appassionati e i musicisti, sia professionisti che dilettanti. Ne sono esempi straordinari la recente decisione di adottare l’ocarina nei programmi scolastici cinesi, o l’abitudine tra gli anziani giapponesi di ritrovarsi per suonarla insieme. Ce lo racconta nell’intervista a seguire Fabio Galliani, direttore artistico del festival e membro del Gruppo Ocarinistico Budriese, impegnato da diversi anni in tournée e master class internazionali, grazie alle quali ha contribuito a diffondere la cultura dell’ocarina.

Siamo ormai all’ottava edizione del festival, mi pare che sia cresciuto moltissimo negli anni…
È vero. Credo che i successi internazionali del Gruppo Ocarinistico Budriese, conosciuto all’estero come GOB, abbiano sicuramente contribuito ad aumentare l’interesse per Budrio, quindi non solo sugli aspetti musicali dell’ocarina, ma anche sulla sua storia. Questo ha determinato un afflusso sempre maggiore di turisti, non solo in questi giorni per il festival, ma anche durante l’anno, soprattutto dal Giappone.

Quest’anno colpisce in particolare la grande partecipazione di musicisti stranieri, prova del successo che sta riscontrando l’ocarina fuori dal nostro paese, ce ne parleresti?
Sì, per iniziare ci saranno diversi americani: in America l’ocarina infuria tra gli adolescenti, grazie al videogioco “The legend of Zelda: ocarina of time”. Si è appassionato così anche David Erick Ramos, uno dei più famosi ocarinisti americani, che ha milioni di visualizzazioni su youtube e partecipa al festival sia come solista, che in quartetto.
In Giappone decine di migliaia di musicisti la suonano, è usata come strumento di socializzazione tra le persone anziane, diciamo che è l’equivalente di un coro, ma è suonata anche da musicisti professionisti e molti di loro sono musicisti eccezionali. Quest’anno avremo come ospite il giapponese Sojiro, il più famoso suonatore di ocarina del mondo, che, grazie ai suoi concerti e alle apparizioni in tv, ha contribuito moltissimo alla fama dello strumento in Giappone e sabato riceverà uno speciale premio alla carriera dal Comune di Budrio.
Dalla Corea verrà una delegazione ufficiale, perché il sindaco di HongSeong vorrebbe instaurare un rapporto di amicizia ufficiale con Budrio.
Dalla Cina verrà un gruppo di venti ragazzi tra i 10 e i 12 anni che suonano l’ocarina, faranno una sorta di gemellaggio coi ragazzi delle scuole di musica locali.

Ci saranno moltissimi ospiti, come si è attrezzato il nostro paese per accoglierli?
Budrio non è molto attrezzato turisticamente: c’è solo un albergo più varie strutture molto carine, ma piccole e fuori dal centro, quindi è difficile organizzarsi, anche perché gli ospiti arrivano in aereo e non hanno l’auto, ma siamo riusciti ad ospitare tutti! Dobbiamo ringraziare la Banca di Bologna e in particolare il direttore della filiale di Budrio, Roberto Grossi, per il fondamentale aiuto economico, senza il quale il festival non si sarebbe potuto realizzare. Speriamo che questo flusso dovuto all’ocarina non resti legato solo al festival, che è comunque un evento importante, ma che diventi qualcosa di più continuativo. Per questo abbiamo contatti con agenzie turistiche giapponesi specializzate nel turismo culturale per organizzare dei tour a Budrio.

E come si sono distribuiti gli eventi?
Partiamo dai due concerti serali. Il primo sarà venerdì 1° maggio all’Accademia dei Notturni, grazie alla grande disponibilità di Giovanni Tamburini che offrirà anche un bus per lo spostamento degli ospiti. Il secondo sarà sabato sera e suoneranno Sojiro e musicisti da tutto il mondo, accompagnati da un’orchestra di archi. Durante il giorno ci saranno concerti di continuo, abbiamo reso disponibili ai musicisti diversi spazi, tra cui le piazze, l’auditorium e la chiesa di Sant’Agata.

Come nelle edizioni precedenti ci sarà anche un mercatino a tema, come sarà quest’anno?
Il mercatino dell’ocarina e del fischietto artistico quest’anno sarà ancora più ricco che negli anni precedenti. È un’ottima opportunità per gli appassionati di ocarina di tutto il mondo di provare le ocarine prima di comprarle dai vari costruttori, per trovare quella più adatta a sé, possibilità che non si può avere con gli acquisti su internet.

È straordinario che ci siano così tanti musicisti e appassionati di ocarina nel mondo, da quella che è la tua esperienza come cambia l’approccio verso lo strumento da paese a paese?
Sì, l’ocarina viene declinata nei vari paesi secondo stili diversi. I cinesi sono quelli più spettacolari, ne sono un buon esempio JingYa e Yifan Zhang. Suonano in modo pirotecnico con ocarine multicamera che sfruttano caratteristiche che noi a Budrio non usiamo più di tanto perché abbiamo un’impostazione più classica. In Giappone c’è uno stile più New Age e soft, il cui principale rappresentante è Sojiro. I coreani, invece, hanno adottato l’impostazione di suonare le ocarine in settimino, grazie ai concerti del GOB e alle master class che ne sono seguite. Quindi uno stile molto vicino a quello budriese, che vedremo rappresentato da uno dei gruppi coreani più famosi: il Noble Ensemble.

Come vedi il futuro dell’ocarina?
Sono reduce da un viaggio in Cina in cui ho tenuto una master class con Emiliano Bergarozzi e Roberto Bonato, lì abbiamo avuto l’opportunità di conoscere alcuni rappresentanti del Ministero dell’educazione cinese e abbiamo saputo che l’ocarina è stata inserita tra gli strumenti da insegnare a scuola. Vedere 800 bambini con un’ocarina appesa al collo in una scuola è abbastanza impressionante. Per l’ocarina sembra quindi esserci un grande futuro.

Ludovica Piazzi

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